Moscato bianco B.

Sinonimi

Di veri sinonimi se ne possono citare pochi (anche se il Molon nella sua Ampelografia, alla voce “Moscato bianco”, elenca quasi un centinaio di termini, in gran parte però che si differenziano solo per leggerissime varianti di questo nome). I più comuni sono Moscatello Douro, Muscateller, Weisser Muscateller, Weisse Muscalen Traube; oppure Moscato seguito dal nome del luogo di coltura: M. di Canelli, di Strevi, dei Colli Euganei, di Montalcino, di Siracusa, di Noto, di Trani, di Tempio, di Frontignan, ecc. ecc. Talora viene anche chiamato Moscato giallo; è però preferibile riservare, come vedremo, questo nome ad altro vitigno.

Principali caratteri ampelografici

Apice del germoglio: espanso o medio, lanugginoso, verde chiaro con sfumature bronzate ai margini.

Foglia: pentagonale; grandezza media (o piccola); tri- e quinquelobata, con seno peziolare a lira; seni laterali superiori chiusi con bordi sovrapposti; seni inferiori a V più o meno aperti e non sempre marcati; pagina superiore glabra, inferiore pressoché glabra; lembo piano, sottile, lobi piani; rugoso, angolo alla sommità dei lobi terminali acuto; superficie del lembo ondulata; colore delle nervature verde-chiaro, leggermente rosate alla base; denti molto pronunciati, acuti, irregolari, convessi, a base stretta; la dentatura delle foglie, molto spiccata e acuta, costituisce uno dei caratteri più salienti, che fanno riconoscere anche da lontano questo vitigno quando è frammisto ad altri; colore pagina superiore verde cupo; inferiore verde-chiaro; opaca; nervature sporgenti.

Grappolo a maturità industriale: grandezza media; compatto; cilindro-conico; con una o più raramente due corte ali; peduncolo visibile, di media grossezza, semi-legnoso.

Acino: di grandezza media; sferoide, con ombelico persistente; prominente; a sezione circolare; buccia poco pruinosa, di color giallo dorato, che diventa ambrato nella parte esposta al sole, con caratteristiche maculature brunastre, abbastanza spessa, consistente; polpa consistente; sapore spiccatamente moscato, dolce; pedicello corto, verde chiaro, piuttosto esile; cercine evidente, verde; pennello corto, giallo piuttosto grosso; separazione dell’acino dal pedicello facile.

Fenologia ed esigenze pedoclimatiche

L’epoca di germogliamento cade di solito nella prima decade di aprile, mentre il grappolo matura tra la seconda metà di Agosto e la prima metà di settembre. Il Moscato è uno dei vitigni più esigenti nei riguardi del terreno, pur trovandosi distribuito su d’una vastissima area. Predominano i terreni cosiddetti tufacei-marnosi, e in essi i tufi bianchi (calcarei); però anche quelli in cui prevalgono le marne argillose, grigiastre-azzurrognole, sovente alternate con terreni provenienti da arenarie, che danno una compattezza quasi da pietre da costruzione; altre volte invece con banchi di materiali più sciolti, sabbiosi o ciottolosi. Dove però predominano le argille, il Moscato matura meno bene e dà vini meno pregiati che non dove prevalgono i terreni tufacei bianchi.

Vigoria: buona; poco vigoroso; media; media o scarsa.

Produttività: regolare; costante e soddisfacente; bassa, non molto costante (in Puglia da 30 a 50 ql. d’uva per ha). Non va soggetto a colatura o impallinamento; però sovente gli acini sono di grandezza disforme.

Posizione del primo germoglio fruttifero: per lo più nodo.

Numero d’infiorescenze per germoglio: per lo più 2

Resistenza alle malattie: alquanto recettivo all’oidio; un po’ sensibile alla peronospora; piuttosto sensibile ai freddi.

Caratteristiche del vino

Alcool: 11-12,5 vol%

Acidità totale: 6-7,5 g/l

 pH: 3,2-3,4

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