Vino Spumante base Bombino nero N.

A maturazione tecnologica raggiunta le uve sono state raccolte in cassetta per essere avviate alla pigiatura. Le uve sono state vinificate secondo due diversi protocolli di vinificazione per uve nere.

In particolare sono stati posti a confronto un protocollo standard (sigla STD) e un protocollo con macerazione prefermentativa a freddo e aggiunta di tannini dei vinaccioli (sigla SSVN).

PROTOCOLLO STANDARD (STD)

  • Raccolta dell’uva in cassette e stoccaggio in cella ad una temperatura di 4°C per 24 ore
  • Diraspatura dell’uva e aggiunta di metabisolfito di potassio (6 g/q.le), 3 g/hl di enzima di macerazione
  • Pressatura fino a max 0,5 bar
  • Al mosto fiore ottenuto aggiunta di 3 g/hl di enzima pectolitico e raffreddamento fino a 4 °C per 36 ore
  • Travaso, inoculo degli starter commerciali e aggiunta di attivante di fermentazione
  • Temperatura di fermentazione 15-17 °C
  • A metà fermentazione sono stati aggiunti 10 g/hl di attivante di fermentazione
  • A fine fermentazione è stato effettuato il travaso, analisi del vino e compensazione della solforosa libera fino ai 25mg/l

PROTOCOLLO MACERAZIONE PREFERMENTATIVA A FREDDO E TANNINI DEI VINACCIOLI (SSVN)

  • Raccolta dell’uva in cassette e stoccaggio in cella ad una temperatura di 4°C per 24 ore
  • Diraspatura dell’uva e aggiunta di metabisolfito di potassio (6 g/q.le), 3 g/hl di enzima di macerazione
  • Stoccaggio del pigiato a 4°C per 24 ore con aggiunta di tannini d’uva (di vinaccioli) (3g/hl)
  • Pressatura soffice fino a max 0,5 bar
  • Al mosto fiore ottenuto aggiunta di 3 g/hl di enzima pectolitico e raffreddamento fino a 4 °C per 36 ore
  • Travaso, inoculo degli starter commerciali e aggiunta di attivante di fermentazione
  • Temperatura di fermentazione 15-17 °C
  • A metà fermentazione sono stati aggiunti 10 g/hl di attivante di fermentazione
  • A fine fermentazione è stato effettuato il travaso, analisi del vino e compensazione della solforosa libera fino ai 25 mg/l

I vini ottenuti sono stati sottoposti a stabilizzazione tartarica a freddo (0 °C per una settimana) e a stabilizzazione proteica attraverso trattamento con bentonite.

ANALISI SENSORIALE DEI VINI BASE SPUMANTE

Le analisi sensoriali dei vini Bombino nero STD e Bombino nero SSVN, condotte da un panel di 10 assaggiatori mediante l’ausilio di scale non strutturate da 0 a 100, hanno riguardato i descrittori di seguito riportati nello spider plot.bombino nero vini

Giudizio sui vini

Il Bombino Nero in entrambe le tesi è stato caratterizzato da una spiccata limpidezza. Nella tesi STD il colore appare giallo paglierino con leggeri riflessi dorati, mentre la tesi SSVN presenta un colore rosa tenue. All’esame olfattivo è un vino con sentori fruttati, di albicocca e mela. Il campione di Bombino Nero STD ha mostrato note erbacee (fogliame), fruttate e speziate con sentori di timo, salvia e rosmarino. Invece nella tesi SSVN sono più intensi gli accenni fruttati, con sentori di pera prugna e marmellata. All’assaggio spiccano una buona sapidità e acidità, nel complesso il Bombino Nero ha raggiunto una qualità e un’armonia sufficienti.

Vini spumante metodo classico

I vini base ottenuti dai due protocolli sopra descritti (STD e RID) sono stati avviati alla spumantizzazione con metodo classico attraverso 3 differenti tesi di rifermentazione in bottiglia: Testimone (T), Chiarificato (C), Non Filtrato (NF).

Testimone (T): Filtrazione sterilizzante del vino base. Preparazione del pied de cuve con vino base e starter commerciali, aggiunta di attivante azotato, fase di reidratazione, acclimatamento. Messa in bottiglia.

Chiarificato (C): Filtrazione sterilizzante del vino base. Preparazione del pied de cuve con vino base e starter commerciali, aggiunta di attivante azotato, fase di reidratazione, acclimatamento. Aggiunta di due agenti chiarificanti di origine naturale, uno a base di alginati da alghe marine (dosaggio 5g/hl) e l’altro a base di estratto di patata (dosaggio 75 g/hl). Messa in bottiglia.

Non Filtrato (NF): Assenza di filtrazione sterilizzante del vino base. La preparazione del vino per la messa in bottiglia ha seguito la procedura già vista per il Testimone.

I vini spumanti hanno subito un periodo di affinamento sulle fecce di circa 4 mesi. Si è proceduto poi alla messa in punta effettuando remuage per 2 settimane, successiva sboccatura con congelamento dei colli, tappatura e gabbiettatura. Non è stata fatta alcuna aggiunta di liqueur d’expedition. I vini ottenuti sono stati valutati da un panel di esperti.

spumanti bombino nero

Lo spumante più apprezzato dal panel dei degustatori è risultato il Bombino nero vinificato con metodo standard e non filtrato. Invece, per gli spumanti che provengono dal protocollo con aggiunta di tannini dei vinaccioli si è rilevato un maggiore indice di gradimento per la tesi standard. In generale le tesi non filtrate preservano anche dopo la rifermentazione un profilo olfattivo più ricco, con note speziate e floreali più spiccate rispetto alle tesi standard.

 

Vino Spumante base Bombino bianco B.

A maturazione tecnologica raggiunta le uve di Bombino bianco sono state raccolte in cassetta per essere avviate alla pigiatura e pressatura.

Le uve sono state vinificate secondo due diversi protocolli di vinificazione per uve bianche. In particolare sono stati posti a confronto un protocollo standard (sigla STD) e un protocollo in riduzione con utilizzo di neve carbonica (sigla RID).

PROTOCOLLO STANDARD (STD)

  • Raccolta dell’uva in cassette e stoccaggio in cella ad una temperatura di 4°C per 24 ore
  • Diraspatura dell’uva e aggiunta di metabisolfito di k 6 g/q.le, 3 g/hl di enzima di macerazione
  • Pressatura fino a max 0,5 bar
  • Al mosto fiore ottenuto aggiunta 3 g/hl di enzima pectolitico e raffreddamento fino a 4° C per 36 ore
  • Travaso e inoculo degli starter commerciali e aggiunta di attivante di fermentazione
  • Temperatura di fermentazione 15-17° C
  • A metà fermentazione sono stati aggiunti 10 g/hl di attivante di fermentazione
  • A fine fermentazione è stato effettuato il travaso, analisi del vino e compensazione della solforosa libera fino ai 25mg/l

PROTOCOLLO IN RIDUZIONE (RID)

  • Raccolta dell’uva in cassette e stoccaggio in cella ad una temperatura di 4°C per 24 ore
  • Diraspatura dell’uva e aggiunta di metabisolfito di k 6 g/q.le, 3 g/hl di enzima di macerazione
  • Aggiunta di 2-3 kg di ghiaccio secco nei contenitori di raccolta del pigiato e saturazione del serbatoio con lo stesso ghiaccio secco
  • Pressatura fino a max 0,5 bar
  • Aggiunta al mosto fiore di 2-3 g/hl di enzima pectolitico e abbassamento della temperatura a 4° C per 36 ore
  • Travaso e inoculo degli starter commerciali e aggiunta di attivante di fermentazione
  • Temperatura di fermentazione 15-17° C
  • A metà fermentazione sono stati aggiunti 10 g/hl di attivante di fermentazione
  • A fine fermentazione è stato effettuato il travaso, analisi del vino e compensazione della solforosa libera fino ai 25mg/l

I vini ottenuti sono stati sottoposti a stabilizzazione tartarica a freddo (0°C per una settimana) e a stabilizzazione proteica attraverso trattamento con bentonite.

ANALISI SENSORIALE

Le analisi sensoriali dei vini, condotte da un panel di 9 assaggiatori mediante l’ausilio di scale non strutturate da 0 a 100, hanno riguardato i descrittori di seguito riportati nei grafici.

vini base Bombino bianco
Spider plot Vini base Bombino bianco

Giudizio sui vini

E’ un vino color giallo paglierino che si presenta molto limpido. All’esame olfattivo il Bombino bianco RID presenta note spiccatamente fruttate e speziate (mela, albicocca, pesca bianca, vaniglia, anice) intense e abbastanza persistenti rispetto al Bombino bianco STD che si presenta invece più neutro. In generale all’olfatto è un vino con una qualità olfattiva buona.

L’esame gustativo di entrambe le tesi da Bombino bianco mostra un buon equilibrio e una buona intensità e più in generale un’armonia complessiva nella media. All’assaggio tuttavia il Bombino Bianco STD, più povero dal punto di vista olfattivo, presenta un buon livello di tannini e un’ottima acidità che ne fa un vino maggiormente predisposto alla spumantizzazione.

Vini spumante metodo classico

I vini base ottenuti dai due protocolli sopra descritti (STD e RID) sono stati avviati alla spumantizzazione con metodo classico attraverso 3 differenti tesi di rifermentazione in bottiglia: Testimone (T), Chiarificato (C), Non Filtrato (NF).

Testimone (T): Filtrazione sterilizzante del vino base. Preparazione del pied de cuve con vino base e starter commerciali, aggiunta di attivante azotato, fase di reidratazione, acclimatamento. Messa in bottiglia.

Chiarificato (C): Filtrazione sterilizzante del vino base. Preparazione del pied de cuve con vino base e starter commerciali, aggiunta di attivante azotato, fase di reidratazione, acclimatamento. Aggiunta di due agenti chiarificantidi origine naturale, l’uno a base di alghe marine (dosaggio 5g/hl) e l’altro a base di estratto di patata (dosaggio 75 g/hl). Messa in bottiglia.

Non Filtrato (NF): Assenza di filtrazione sterilizzante del vino base. La preparazione del vino per la messa in bottiglia ha seguito la procedura già vista per il Testimone.

I vini spumanti hanno subito un periodo di affinamento sulle fecce di circa 4 mesi. Si è proceduto poi alla messa in punta effettuando remuage per 2 settimane, successiva sboccatura con congelamento dei colli, tappatura e gabbiettatura. Non è stata fatta alcuna aggiunta di liqueur d’expedition. I vini ottenuti sono stati valutati da un panel di esperti.

Spumanti Bombino bianco

Caratteristiche dei vini spumante base Bombino bianco da metodo classico

Lo spumante più apprezzato dal panel dei degustatori è risultato per equilibrio e giudizio complessivo, il Bombino bianco vinificato in riduzione e chiarificato. Hanno raggiunto punteggi alti anche la tipologia di spumanti standard con aggiunta di chiarificanti di origine vegetale e naturale. Tutte le tesi in riduzione conservano anche dopo la rifermentazione un profilo olfattivo più ricco con note speziate e floreali più spiccate rispetto alle tesi standard.

Vini spumante metodo Spark®

I vini base appartenenti alle due tesi STD e RID sono stati inoltre miscelati in parti uguali per ottenere un volume di 40 litri da avviare alla rifermentazione nei serbatoi Spark®. Il vino è stato trattato come illustrato di seguito:

  • filtrazione sterilizzante del vino base
  • preparazione del pied de cuve con vino base e starter commerciali, aggiunta di attivante azotato, fase di reidratazione, acclimatamento.
  • Aggiunta dei due agenti chiarificanti utilizzati anche per il metodo classico
  • Messa in autoclave Spark®. Nel serbatoio Spark® il periodo di affinamento è durato circa 5 mesi.
  • Sfecciatura e messa in bottiglia attraverso utilizzo di un impianto di saturazione ad azoto.

Caratteristiche dei vini spumante base Bombino bianco da metodo Spark®

Questo innovativo metodo è una via di mezzo tra il metodo classico e il metodo Charmat, infatti, la presa di spuma avviene in piccoli bottiglioni di acciaio inox di 44 litri collaudati a pressione con un peso complessivo a pieno carico di circa 50 Kg.

Con questo protocollo si ottengono dei prodotti dalla spuma abbondante, molto limpidi, di colore giallo dorato e dal perlage abbastanza persistente. Spumanti dal sapore fresco, meno complessi rispetto al metodo tradizionale, ma abbastanza equilibrati.

Spumante base Bianco d’Alessano

A maturazione tecnologica raggiunta le uve di Bianco d’Alessano sono state raccolte in cassetta per essere avviate alla pigiatura e pressatura. Le uve sono state vinificate secondo due diversi protocolli di vinificazione per uve bianche.

 

In particolare sono stati posti a confronto un protocollo standard (sigla STD) e un protocollo in riduzione con utilizzo di neve carbonica (sigla RID).

 

PROTOCOLLO STANDARD (STD)

Raccolta dell’uva in cassette e stoccaggio in cella ad una temperatura di 4°C per 24 ore.

Diraspatura dell’uva e aggiunta di metabisolfito di k 6 g/q.le, 3 g/hl di enzima di macerazione
Pressatura fino a max 0,5 bar.
Al mosto fiore ottenuto aggiunta 3 g/hl di enzima pectolitico  e raffreddamento fino a 4° C per 36 ore
Travaso e inoculo degli starter commerciali e aggiunta di attivante di fermentazione
Temperatura di fermentazione 15-17° C.
A metà fermentazione sono stati aggiunti 10 g/hl di attivante di fermentazione
A fine fermentazione è stato effettuato il travaso, analisi del vino e compensazione della solforosa libera fino ai 25mg/l.

PROTOCOLLO IN RIDUZIONE (RID)

Raccolta dell’uva in cassette e stoccaggio in cella ad una temperatura di 4°C per 24 ore.
Diraspatura dell’uva e aggiunta di metabisolfito di k 6 g/q.le, 3 g/hl di enzima di macerazione
Aggiunta di 2-3 kg di ghiaccio secco nei contenitori di raccolta del pigiato e saturazione del serbatoio con lo stesso ghiaccio secco
Pressatura fino a max 0,5 bar.
Aggiunta al mosto fiore di 2-3 g/hl di enzima pectolitico e abbassamento della temperatura a 4° C per 36 ore
 Travaso e inoculo degli starter commerciali e aggiunta di attivante di fermentazione
 Temperatura di fermentazione 15-17° C.
 A metà fermentazione sono stati aggiunti 10 g/hl di attivante di fermentazione
 A fine fermentazione è stato effettuato il travaso, analisi del vino e compensazione della solforosa libera fino ai 25mg/l.

I vini ottenuti sono stati sottoposti a stabilizzazione tartarica a freddo (0°C per una settimana) e a stabilizzazione proteica attraverso trattamento con bentonite.

Caratteristiche sensoriali dei vini base da uve Bianco d’Alessano

spider plot vino base bianco d'alessano

Entrambi i vini rispecchiano lo standard varietale di un vino color giallo paglierino molto limpido. All’esame olfattivo si presentano con sentori fruttati e speziati (mela, albicocca, vaniglia) non molto spiccati ma che restano abbastanza intensi e persistenti tali da rendere buona la qualità olfattiva generale. Entrambi appaiono freschi e armonici nel complesso; mediamente spiccata sia l’acidità che la sapidità, generale è un vino che si presenta equilibrato e con una discreta struttura. Le due tesi (RID e STD) si equivalgono abbastanza nei diversi aspetti, tuttavia la tesi RID manifesta un profilo olfattivo più ricco con note speziate e floreali spiccate rispetto alla tesi STD, più elegante e fine al naso, mostra un equilibrio e un’armonia complessiva più elevati rispetto alla tesi STD.

Vini spumante metodo classico

I vini base ottenuti dai due protocolli sopra descritti (STD e RID) sono stati avviati alla spumantizzazione con 3 differenti tesi di rifermentazione in bottiglia: Testimone (T), Chiarificato (C), Non Filtrato (NF).

Testimone (T): Filtrazione sterilizzante del vino base. Preparazione del pied de cuve con vino base e lievito starter commerciale, aggiunta di attivante azotato, fase di reidratazione, acclimatamento. Messa in bottiglia.

Chiarificato (C): Filtrazione sterilizzante del vino base. Preparazione del pied de cuve con vino base e starter commerciali, aggiunta di attivante azotato, fase di reidratazione, acclimatamento. Aggiunta di due agenti chiarificanti uno a base di alghe marine (dosaggio 5g/hl) e l’altro a base di estratto puro di patata (dosaggio 75 g/hl). Messa in bottiglia.

Non Filtrato (NF): Assenza di filtrazione sterilizzante del vino base. La preparazione del vino per la messa in bottiglia ha seguito la procedura già vista per il Testimone.

I vini spumanti hanno subito un periodo di affinamento sulle fecce di circa 4 mesi. Si è proceduto poi alla messa in punta effettuando remuage per 2 settimane, successiva sboccatura con congelamento dei colli, tappatura e gabbiettatura. Non è stata fatta alcuna aggiunta di liqueur d’expedition. I vini ottenuti sono stati valutati da un panel di esperti.

Caratteristiche dei vini spumante base Bianco d’Alessano

Lo spumante più apprezzato dal panel dei degustatori è risultato il Bianco d’Alessano vinificato in riduzione e non filtrato. Hanno raggiunto punteggi alti anche la tipologia di spumanti con aggiunta di chiarificanti di origine vegetale e naturale. Tutte le tesi in riduzione conservano anche dopo la rifermentazione un profilo olfattivo più ricco con note speziate e floreali più spiccate rispetto alle tesi standard.

 

Spumanti Bianco d'Alessano

Con questi protocolli infatti, si ottengono dei prodotti dalla spuma abbondante, molto limpidi, di colore giallo dorato e dal perlage molto persistente. Spumanti dal sapore intenso ed allo stesso tempo equilibrato.

 

Il Sinagri S.r.l. Spin Off dell’Università degli Studi di Bari e il Centro di Ricerca, Sperimentazione e Formazione in Agricoltura “Basile Caramia”, la Cantina Cooperativa Madonna delle Grazie di Torricella, la Cantina Agricole Alberto Longo S.r.l., la Cantina Grifo di Ruvo di Puglia , in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari Unità di Lecce, il Dipartimento di Scienze Agrarie, degli Alimenti e dell’Ambiente dell’Università degli Studi di Foggia, organizzano a Locorotondo presso l’auditorium “G. Boccardi”, il 10 novembre p.v. il Convegno finale del progetto “Innovazioni di Processo e di prodotto nel comparto dei Vini Spumanti da vitigni autoctoni Pugliesi – IProViSP”.

Programma Convegno_10 Novembre 2017_retro

Obiettivi del Convegno saranno la presentazione e la divulgazione dei risultati e delle innovazioni tecniche del progetto agli esperti dei settori agricolo e della trasformazione enologica, tuttavia il trasferimento delle conoscenze e la comunicazione saranno diretti anche a consumatori e policy maker, enologi, enotecnici, imprenditori, cantine, studenti ed altri operatori della filiera.
Al termine della giornata si potranno visitare i vigneti collezione e la cantina sperimentale di microvinificazione, infine vi sarà la degustazione di vini base e spumanti sperimentali del progetto.

Risorse microbiche autoctone per la spumantizzazione

L’ISPA, nel progetto IProViSP in stretta collaborazione con l’Università di Foggia, svolge prevalentemente attività relative alla caratterizzazione e utilizzo di Risorse microbiche autoctone per la spumantizzazione. In particolare nella formulazione di starter per produzione di vino base e per la caratterizzazione di ceppi di lieviti di interesse enologico per la fase di rifermentazione, oltre che la conduzione di prove sperimentali su scala aziendale. Collabora inoltre alle attività della caratterizzazione e miglioramento delle tecniche di produzione delle materie prime,  messa a punto di protocolli di spumantizzazione per la produzione di nuovi vini spumante e definizione delle impronte digitali finalizzate al controllo qualità e alla tracciabilità.

La Puglia, regione leader nella produzione di vino con 5.7 milioni di ettolitri di vino e mosti prodotti nel 2011, costituisce l’area geografica industriale trainante di questo settore produttivo.
Soltanto da pochi anni, alcuni viticoltori hanno iniziato a spumantizzare, sia con metodo classico sia charmat, le uve prodotte da vitigni autoctoni. Gli spumanti pugliesi, per affermarsi sul mercato, devono identificarsi con i luoghi dove sono prodotti e questo può accadere non soltanto puntando sui vitigni, ma anche sulle risorse microbiche autoctone, quali i lieviti indigeni selezionati.
In particolare, per ottenere prodotti di elevato pregio, viene utilizzato impiegato il metodo classico (o champenoise) che prevede due successive fermentazioni, la seconda delle quali detta rifermentazione, avviene in bottiglia. Nel corso di questo stadio (che dura oltre 15 mesi), le cellule di lievito metabolizzano tutti gli zuccheri e vanno incontro ad autolisi, processo biologiche che contribuisce alla formazione del bouquet dello spumante. I ceppi di Saccharomyces per spumantizzazione al momento disponibili in commercio provengono dalla Francia e sono stati selezionati in base alle caratteristiche finale qualitative dello Champagne. Essi non tengono quindi conto non tenendo conto delle peculiari proprietà organolettiche di altri vini spumante ed in particolare di quelli ottenuti dai vitigni autoctoni pugliesi. Alla luce di quanto detto,  L’ISPA, nel progetto IProViSP in stretta collaborazione con l’Università di Foggia, ha perseguito  i seguenti principali obbiettivi:
Attività 2.1: Caratterizzare in laboratorio di ceppi di lievito candidati starter: l’attività ha visto la caratterizzazione di ceppi dotati di rilevanti proprietà enologiche secondo criteri microbiologici, fisiologici, tecnologici presenti nelle collezioni microbiche del Dipartimento SAFE dell’UNIFG e dell’ISPA di Lecce, e nell’applicazione degli starter in spumantizzazioni su scala pilota mediante test in laboratorio e su piccola scala presso le cantine partner, dei candidati starter per la produzione di vini base e per la successiva rifermentazione.

Attività 2.2: Utilizzare gli starter caratterizzati nella precedente attività in produzione di vini base e successive spumantizzazioni su scala pilota presso la cantina Sperimentale del CRSFA e/o presso le Aziende Partner, permettendo anche l’elaborazione di un protocollo innovativo per guidare il passaggio delicato della rifermentazione del vino base. L’attività di produzione dei vini base è stata svolta con la piena collaborazione dei tecnici/consulenti delle cantine coinvolte al fine di favorire lo scale up aziendale.

Bombino nero e Maresco sono stati scelti come vitigni modello rispettivamente a bacca rossa e bianca, da utilizzarsi per le prove di micro vinificazione in laboratorio atte alla individuazione, come da capitolato tecnico, di due formulazioni di starter autoctoni per la produzione di vini spumante da uve a bacca rossa e bianca.
A tale scopo il Partner CRSFA ha fornito la quantità opportuna di mosto da uve Bombino nero (bacca rossa) e Maresco (bacca bianca) rispettivamente al Partner ISPA e Università di Foggia: Laboratorio di microbiologia industriale.

Il progetto IProViSP inoltre, ha contribuito alla partecipazione a convegni e alla pubblicazione di lavori su riviste nazionali ed internazionali, da parte dell’ISPA di Lecce in collaborazione con l’Università di Foggia.

Uno degli articoli è open access ed è consultabile al sito: http://www.mdpi.com/2311-5637/2/4/21.

1.        Garofalo C., Arena M.P., Laddomada B., Maria Stella Cappello M.S., Bleve G., Grieco F., Beneduce L., Berbegal C., Spano G., Vittorio Capozzi V. (2016). Starter Cultures for Sparkling Wine. Fermentation  2 (4), 21 (doi: 10.3390/fermentation 2040021).

2. Garofalo C., Capozzi V., Arena M.P., Grieco F., Spano G. (2017). Autochthonous apulian yeasts, primary fermentation of base wine, and re-fermentation of sparkling apulian wines. Proceedings of the International Conference “Wine Active Compounds WAC- 2017”, 29-31 Marzo, Beaune, Francia, pp. 135-136.

3. Tufariello M., Pati S., Maiorano G., Mita G., D’Amico L., Bleve G., Grieco F (2017). HS-SPME/GC-MS characterization of volatile compounds in Maresco sparkling wine produced in Apulia region. Proceedings of the 2nd MS-Wine Day, 9-10 Maggio, Susegana (TV), Italia, p. 20.

4. Berbegal C., Spano G., Tristezza M., Grieco F., Capozzi V. (2017). Microbial resources and innovation in the wine production sector. South African Journal of Enology and Viticulture (in press).

“III Seminario divulgativo e di aggiornamento del progetto “Innovazioni di Processo e di prodotto nel comparto dei Vini Spumanti da vitigni autoctoni Pugliesi – IProViSP”

“III Seminario divulgativo e di aggiornamento del progetto “Innovazioni di Processo e di prodotto nel comparto dei Vini Spumanti da vitigni autoctoni Pugliesi – IProViSP”

Il Sinagri S.r.l. Spin Off dell’Università degli Studi di Bari e la Cantina Cooperativa Madonna delle Grazie di Torricella, la Cantina Agricole Alberto Longo Soc. Agr. arl, la Cantina Grifo di Ruvo di Puglia , in collaborazione con il Centro di Ricerca, Sperimentazione e Formazione in Agricoltura “Basile Caramia”, il Consiglio Nazionale delle Ricerche Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari Unità di Lecce, il Dipartimento di Scienze Agrarie, degli Alimenti e dell’Ambiente dell’Università degli Studi di Foggia, organizzano a Torricella il 6 luglio p.v. un incontro dal titolo “III Seminario divulgativo e di aggiornamento del progetto “Innovazioni di Processo e di prodotto nel comparto dei Vini Spumanti da vitigni autoctoni Pugliesi – IProViSP”.

Obiettivi del seminario saranno la presentazione e la divulgazione delle innovazioni tecniche del progetto agli esperti dei settori agricolo e della trasformazione enologica, tuttavia il trasferimento delle conoscenze e la comunicazione saranno diretti anche a consumatori e policy maker, enologi, enotecnici, imprenditori, cantine, studenti ed altri operatori della filiera.

Verrà illustrato il calendario dei seminari e del convegno finale sul territorio pugliese per presentare ogni fase del progetto in modo da garantire un utilizzo rapido e vantaggioso dei risultati, anche parziali, dei singoli obiettivi realizzativi.

Al termine della giornata si terrà il consumer test e laboratorio di degustazione di vini base e spumanti sperimentali del progetto a cura dell’Enologo Saladini della Cantina Cooperativa Madonna Delle Grazie Di Torricella.

Si consiglia di non mancare all’appuntamento programmato presso la Cantina Cooperativa Madonna Delle Grazie Di Torricella,

Via Sava, 27, 74020 Torricella (TA) il 6 luglio p.v. (inizio dei lavori ore 10,00 – fine lavori ore 13,20).

Scarica il programma del III seminario 6 luglio 17

Per informazioni

Sinagri SRL – BARI (BA) VIA GIOVANNI AMENDOLA 165/A CAP 70126

DIP. SCIENZE AGROAMBIENTALI

Website: www.sinagri.it

Dott.ssa Giulia Picone E mail: junior@sinagrispinoff.it

 Tel. +39 327 2686174

 

“II Seminario divulgativo e di aggiornamento del progetto “Innovazioni di Processo e di prodotto nel comparto dei Vini Spumanti da vitigni autoctoni Pugliesi – IProViSP”

“II Seminario divulgativo e di aggiornamento del progetto “Innovazioni di Processo e di prodotto nel comparto dei Vini Spumanti da vitigni autoctoni Pugliesi – IProViSP”

Il Sinagri S.r.l. Spin Off dell’Università degli Studi di Bari e la Agricole Alberto Longo Soc. Agr. arl, la Cantina Grifo di Ruvo di Puglia , la Cantina Cooperativa Madonna delle Grazie di Torricella, in collaborazione con il Centro di Ricerca, Sperimentazione e Formazione in Agricoltura “Basile Caramia”, il Consiglio Nazionale delle Ricerche Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari Unità di Lecce, il Dipartimento di Scienze Agrarie, degli Alimenti e dell’Ambiente dell’Università degli Studi di Foggia, organizzano a Lucera il 23 giugno p.v. un incontro dal titolo “II Seminario divulgativo e di aggiornamento del progetto “Innovazioni di Processo e di prodotto nel comparto dei Vini Spumanti da vitigni autoctoni Pugliesi – IProViSP”.

Obiettivi del seminario saranno la presentazione e la divulgazione delle innovazioni tecniche del progetto agli esperti dei settori agricolo e della trasformazione enologica, tuttavia il trasferimento delle conoscenze e la comunicazione saranno diretti anche a consumatori e policy maker, enologi, enotecnici, imprenditori, cantine, studenti ed altri operatori della filiera.

Verrà illustrato il calendario dei seminari e del convegno finale sul territorio pugliese per presentare ogni fase del progetto in modo da garantire un utilizzo rapido e vantaggioso dei risultati, anche parziali, dei singoli obiettivi realizzativi.

Al termine della giornata si terrà il consumer test e laboratorio di degustazione di vini base e spumanti sperimentali del progetto a cura del Dott. Scivetti della Cantina Alberto Longo.

Si consiglia di non mancare all’appuntamento programmato presso la Cantina Alberto Longo:

Contrada Padulecchia SP Pietramontecorvino KM. 4 CAP 71036 Lucera (FG), il 23 giugno p.v. (inizio dei lavori ore 10,00 – fine lavori ore 13,20).

Scarica il programma del seminario II seminario 23 giugno 17

Per informazioni

Sinagri SRL – BARI (BA) VIA GIOVANNI AMENDOLA 165/A CAP 70126

DIP. SCIENZE AGROAMBIENTALI

Website: www.sinagri.it

Dott.ssa Giulia Picone E mail: junior@sinagrispinoff.it

 Tel. +39 327 2686174